Come scegliere e usare i vaporizzatori per erbe secche portatili e fissi

Una valida alternativa al classico fumo di tabacco per combustione, sono i vaporizzatori di erbe secche che garantiscono benefici economici e di salute

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Come scegliere e usare i vaporizzatori per erbe secche portatili e fissi

Il Vaporizzatori di erbe in generale altro non è che uno strumento usato per nebulizzare o vaporizzare una sostanza liquida o solida. Per la maggior parte dei casi i vaporizzatori di usano per la cannabis ma hanno anche un largo impiego nell'ambito medico.

Per quanto riguarda i vaporizzatori di erba ne esistono due tipologie ben diverse. Ci sono i vaporizzatori portatili e quelli da tavolo, entrambi sono a batterie ma andiamo a conoscerli meglio.

Tipologie

  • Vaporizzatori portatili: sono molto simili ad una sigaretta elettronica in materia di dimensioni ma naturalmente il loro funzionamento è totalmente diverso che andremo a scoprire in seguito. Hanno al loro interno una batteria ricaricabile con una durata che riesce a coprire sempre l'arco della giornata.
  • Vaporizzatori da tavolo: questi tipi di vaporizzatori per erba hanno le dimensioni decisamente più grandi rispetto a quelli portatili. Per le dimensioni lo possiamo paragonare ad un elettrodomestico medio poi a seconda del modello che andiamo a scegliere può cambiare le sue dimensioni che siano l'altezza o la larghezza della base. Questi vaporizzatori possono essere usati sia a batterie ma la sua durata è molto più ridotta rispetto ai vaporizzatori portatili, oppure si possono usare direttamente attaccati ad una presa di corrente.

Ma questi vaporizzatori di erba, portatili o da tavolo che siano, in che modo vaporizza l'erba al suo interno. Le modalità usate sono principalmente due, la conduzione e la convezione. Vediamo quali sono le differenze tra i due:

  • La conduzione: i vaporizzatori a conduzione praticamente producono del calore in una griglia dove viene appoggiata la sostanza che dovrà essere vaporizzata, si aspetta che la griglia arrivi alla temperatura giusta affinché si produca il vapore che si andrà ad aspirare.
  • La convezione: nei vaporizzatori a convezione invece il vaporizzatore di erba produce tramite fonte di calore del vapore a temperatura molto alta il quale andrà a colpire direttamente il prodotto al suo interno e quindi riuscirà a produrre il vapore che si andrà poi ad aspirare tramite il bocchino del vaporizzatore di erba.

Visti i due modi principali di vaporizzare il contenuto nei vaporizzatori di erba, bisogna ora capire come in realtà funziona il vaporizzatore al suo interno e come riesce a realizzare il vapore ricercato dai suo utilizzatori.

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1. Come funziona un vaporizzatore di erba e la sua alimentazione?

Il funzionamento di base del vaporizzatore è quello di portare ad una temperatura alta l'erba al suo interno dandogli modo di rilasciare il suo principio attivo senza però bruciarla.

In questo modo non si avranno tutte le materie tossiche prodotte dalla combustione ma si andrà a respirare solamente il vapore che contiene il principio attivo. Quindi grazie ai vaporizzatori per erba tutto quello che riguarda la combustione, il catrame, la nicotina e monossido di carbonio non andranno nei nostri polmoni.

Oltre a questi fattori legato alla salute ce ne sono altri che riguardano la comodità infatti usando il vaporizzatore non avremo più bisogno di filtri, cartine e posacenere perché non genera cenere non essendoci la combustione. Inoltre il vapore non emana l'odore forte che si avrà nel caso l'erba venisse fumata. I lati positivi sono molti, se si vuole trovare un difetto ai vaporizzatori forse lo si può trovare nella loro alimentazione.

Per i vaporizzatori d'erba da tavolo le alimentazioni sono di due tipi, a batteria o direttamente tramite presa di corrente quindi qui non si andrà incontro a grandi problemi stando comodi a casa, ma se usiamo un vaporizzatore portatile si potrebbe incontrare il problema della batteria scarica e quindi l'impossibilità di utilizzo del vaporizzatore.

Ecco questo potrebbe essere l'unco problema che si può incontrare nell'uso di un vaporizzatore d'erba. Finora si è accennato al fatto che per produrre il vapore che si andrà a respirare si deve scaldare l'erba all'interno del vaporizzatore, ma quanto la si dovrà scaldare per ottenere il risultato desiderato.

Vaporizzatore erbe secche portatile

2. Temperatura del vaporizzatore

Prima di sapere a che temperature lavorano i vaporizzatori d'erba si deve sapere che la cannabis deve raggiungere una temperatura minima di 157°C che è la temperatura minima in cui il THC, delta 9 tetraidrocannabinolo cioè il principio attivo della cannabis, raggiunge il punto di ebollizione, sotto questa soglia di temperatura non si avrà nessun effetto dall'aspirazione del vapore emanato dal vaporizzatore.

Bisogna anche sapere che oltre i 230°C invece la cannabis inizia la propria combustione e quindi verrà meno tutto il principio della vaporizzazione.

Detto questo il vaporizzatore deve sempre stare tra le due soglie di temperatura. Nei vaporizzatori di erba c'è la possibilità di regolare la temperatura in modo da avere un valore maggiore o minore di THC contenuto nel vapore che andremo a respirare.

Di solito il range di temperatura che si preferisce va dai 175°C ai 190°C. All'interno di queste temperature di ebollizione il THC che viene rilasciato è in quantità abbastanza bassa quindi si potranno avere gli effetti psicoattiva ma senza mai esagerare, oltre a questo il vapore e l'odore che esce dal vaporizzatore sono molto delicati e leggeri.

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Quello detto finora riguardava il principio attivo più famoso della cannabis e cioè il THC, ma questa erba secca ne contiene molti altri che raggiungono la loro evaporazione a temperature diverse rispetto al THC.

Quindi a seconda dell'effetto che si vuole ottenere dal nostro vaporizzatore si dovrà impostare la temperatura giusta in modo tale da riuscire a far vaporizzare il principio attivo che più interessa.

Ad esempio dopo il THC il secondo principio attivo più conosciuto nella cannabis è il CBD, il cannabidiolo che ha effetti rilassanti e anti convulsive, che raggiunge il suo punto di ebollizione ai 170°C quindi se è questo il principio attivo ricercato non si potrà impostare la temperatura del vaporizzatore sotto questa soglia altrimenti il vapore conterrà solamente THC e in basse quantità.

Oltre a questi due principi attivi la cannabis ne contiene altri con temperature di ebollizione sempre maggiori, si parte dal CBN ai 185°C fino ad arrivare ai CBC, CBG, THCV che arriva ad ebollizione subito sotto la soglia della combustione e cioè sui 220°C.

3. Differenza tra vaporizzazione e fumare

Le differenze tra vaporizzare o fumare possono essere veramente sostanziali sia a livello di salute sia proprio a livello dei principi attivi che si riescono ad assumere. Con la vaporizzazione abbiamo:

  • Principi Attivi: solamente i principi attivi dell'aerba che andiamo a vaporizzare con la possibilità di togliere il 90% di sostanze tossiche e cancerogene dovute alla combustione.
  • Temperature basse: le temperature sono molto più basse rispetto alla combustione e quindi riusciamo ad assumere solamente i principi attivi, e come si è visto, a seconda della temperatura si riesce anche a scegliere il principio attivo d'interesse.
  • 95% Principi attivi: nel vapore troviamo il 95% dei principi attivi e non vi è la necessità di tenere a lungo il vapore nei polmoni.
  • 150 Fragranze: con la vaporizzazione si riesce ad avere addirittura 150 fragranze diverse emanate dalla cannabis presente nel vaporizzatore.

Se invece la cannabis viene fumata i pro sono certamente molto pochi o addirittura nessuno ma i contro invece sono molteplice quali:

  • Kit fumatore: innanzitutto se si fuma la cannabis si ha sempre bisogno del kit fumatore cioè cartine filtri accendino portacenere.
  • Sostanze tossiche: la combustione porta ad assumere molte sostanze tossiche e cancerogene che sono molto dannose per i polmoni.
  • Pochi principi attivi: una scarsa assunzione di principi attivi infatti fumando si raggiungono delle temperature molto alte, circa 1100°C, e la cannabis inizia la sua combustione a 200°C.
  • Fumi tossici: Fumando la cannabis solamente il 12% dei principi attivi quali THC e CBD vengono percepiti dall'organismo, il resto sono solo fumi tossici che vengono tenuto molto a lungo nei polmoni.
  • Solo 50 fragranze:durante la fumata, solamente 50 sono le fragranze che si riescono ad avere quindi quasi tutto il gusto e il sapore della cannabis viene coperto dal fumo dannoso per i polmoni.

Appurato questo si ha sempre più la certezza che per avere il giusto effetto desiderato dei principi attivi della cannabis o di qualsiasi erba secca o olio, lo strumento giusto da usare è di certo il vaporizzatore di erba. Questo sia per un mantenimento della salute sia per la giusta assunzione.

4. Benefici

I benefici derivati dall'uso del vaporizzatore di erba oltre a quelli visti possono anche essere altri, sopratutto due grandi categorie vanno a far parte dei benefici ottenuti, quelli economici e quelli salutari.

  • Economici: i benefici economici sono sempre interessanti in qualsiasi cosa si va a fare, infatti se c'è un modo per ottenere lo stesso risultato o addirittura migliore spendendo di meno, la cosa non guasta mai. Con i vaporizzatori di erba il risparmio maggiore lo si trova proprio sulla materia prima, infatti si ha bisogno di una quantità molto inferiore di cannabis o di altro prodotto per riuscire ad assimilare i cannabidioli necessari rispetto a quella che serve se dovesse essere fumata.
  • Salutari: i benefici salutari sono tutti quelli che abbiamo visto poc'anzi e sono tutti quelli legati all'abbattimento delle sostanze tossiche e cancerogene presenti nella combustione che con un vaporizzatore di erba non esisteranno più.
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5. Pulizia e manutenzione

I vaporizzatori naturalmente, a differenza di fumare che una volta finito va buttato tutto, hanno bisogno di una certa pulizia e manutenzione. Non c'è da preoccuparsi perché queste sono due procedure da effettuare al vaporizzatore molto semplici.

Ogni volta che si è finita una sessione, deve essere tolto tutto il prodotto di scarto all'interno del vaporizzatore e pulire bene anche con un pennello sottile, questa operazione va fatta ogni volta che si usa il vaporizzatore.

Una pulizia più accurata invece va fatta ogni cinque o sei sessioni, in questo caso il vaporizzatore va smontato, pulito con più cura, controllate le varie guarnizioni e poi rimontato.

La batteria anche andrebbe controllata di tanto in tanto per evitare che produca dell'ossido. Per la pulizia dei vaporizzatori comunque si possono trovare anche dei kit in internet che con pochi euro faranno tornare il vaporizzatore come nuovo.

vaporizzatore in metallo

6. Materiali di costruzione

I vaporizzatori di erba che si possono trovare in commercio sono di tante forme e colori, capaci di soddisfare qualsiasi tipo di gusto anche quelli più raffinati ma i materiali di costruzione di base fondamentalmente sono tre.

A seconda del prezzo del vaporizzatore e delle esigenze del consumatore i vaporizzatori possono essere in plastica, solitamente sono i più economici consigliati per chi vuol provare l'effetto del vaporizzatore in modo tale che se non fosse di suo gradimento la spesa rimarrebbe sempre ridotta.

Si passa poi ai vaporizzatori d'erba in resina, molto leggeri ma di certo molto più robusti rispetto a quelli in plastica, qui la spesa inizia ad essere leggermente più alta.

Per finire abbiamo i vaporizzatori in metallo o lega che dir si voglia, il peso non è contenuto come quelli in resina ma sono di certo i più resistenti anche nel tempo ma qui di certo si potrebbe arrivare a fare anche una spesa importante.

7. Quali sostanze si possono vaporizzare?

Finora si è sempre parlato dei vaporizzatori di erba usati per la cannabis ma in realtà le sostanze che possono essere usate all'interno di un vaporizzatore sono molte, possono essere solide o liquide.

Tutto è sempre legato dall'effetto che si vuole avere aspirando il vapore. Le principali sostanze che si possono usare in un vaporizzatore sono:

  • Cannabis e derivati
  • Erbe secche: quali lavanda, erba gatta, salvia, timo menta verde, camomilla e molte altre
  • Olio di cbd
  • Hashish

si possano addirittura fare delle combinazioni di diverse quantità diverse di erbe secche per avere un aroma che rispecchia totalmente il gusto del consumatore.

8. Prezzo

I vaporizzatori come si è visto possono essere di diverse forme e materiali di costruzione, dai più semplici e leggeri fino ai più raffinati.

Si consiglia sempre per chi vuole provare di non spendere grandi cifre almeno inizialmente. I vaporizzatori che si possono trovare in commercio infatti partono da un prezzo di qualche decina di euro fino ad arrivare a prezzi anche sopra i duecento euro.

Di certo le differenze ci sono, non nel funzionamento ma in tutta una serie di option che con il tempo potrebbero tornare utili ma all'inizio di certo non si avrà bisogno se si vuole solo provare ad entrare in questo nuovo mondo.

9. Effetti collaterali

Sono stati fatti degli studi sugli effetti collaterali dei vaporizzatori di erba ed oltre a quelli prodotti dalle erbe essicate, concentrati o oli che si mettono all'interno non si è riscontrato nessun effetto collaterale prodotto dal vapore stesso, sia sul breve che sul lungo periodo, tutti i dati raccolti infatti confermano quello detto nelle righe precedenti e cioè che vaporizzare rispetto a fumare è di certo molto più salutare ed efficace per la salute del nostro corpo.

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